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Mosaic è un gioco alla Journey (di ThatGameCompany) firmato KrillBite Studios e pubblicato da Raw Fury. Il suo scopo è quello di fare luce sulla monotonia quotidiana e sulla routine, da qui la scala di grigi del titolo.

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I miei più sentiti ringraziamenti a Raw Fury per averci inviato la key del gioco.

Routine

L’idea di Mosaic è interessante ed è – personalmente – qualcosa in cui concordo molto. L’idea di voler rompere la routine, di non voler essere schiavi di qualcosa di più grande, è qualcosa in cui credo molto. L’unico problema è che il titolo non riesce molto nelle sue intenzioni. Se da una parte, infatti, abbiamo una conduzione artistica ottima per quanto gli ambienti e forse un po’ più scarna per i personaggi, dall’altra parte abbiamo un gameplay che si rivela molto rigido e meccanico, che ci lascia pochissime libertà.

Paradossalmente, quindi, saremo anche noi giocatori a vivere la monotonia del protagonista tramite la monotonia del gameplay che il titolo ci propone: se l’intenzione fosse proprio questa non lo sappiamo, ma l’esperienza diventa frustrante alla lunga – sebbene la ridotta longevità del titolo.

La trama in realtà è una delle poche cose che funzionano nel titolo: essa è quasi assente, ma ciò è motivato, per cui l’assenza di trama è molto ben rimpiazzato da alcune scene che, sebbene mute, riescono a comunicare molto. Il titolo è diviso in cinque giornate lavorative ognuna composta dalla stessa struttura: ci alziamo, prendiamo il telefono (che poi scopriremo essere uno degli oggetti più importanti nel titolo), andiamo in bagno e ci laviamo i denti (l’immagine qui sotto rappresenta proprio questo momento), andiamo al lavoro (ogni giorno faremo un tratto in più) e poi lavoreremo.

Fra pietre miliari e Blip Blop

Il lavoro consiste in un minigioco ed è – detto francamente – l’unica parte non noiosa del gioco. Il minigioco è più facile a farsi che a dirsi, quindi lo riassumerò solamente: ci saranno degli estrattori sul suolo che manderanno delle “palline” verso l’alto. Qui si possono andare ad aggiungere dei blocchi esagonali che le palline si sacrificheranno per creare. Lo scopo è quello di andare a creare una rete che permetta alle palline di raggiungere la pietra miliare prevista.

Proseguendo con il gioco si scoprirà che questo gioco ha anche uno scopo secondario, ma non è il caso di parlarne adesso. Una volta raggiunta la pietra miliare, il minigioco finirà e ci ritroveremo nel nostro letto, “pronti” per iniziare una nuova giornata. Prima di andare al lavoro, ci sarà un percorso da fare e, durante questo, mi capitavano continui freeze del gioco (e con continui intendo uno ogni cinque minuti, letteralmente).

Inoltre, il gameplay ha moltissime carenze: ad esempio, se ci troviamo vicino ad un muro, non potremo abbassare la telecamera (o meglio, possiamo ma si vede solo il nero del muro) e saremo quindi costretti a tenere la telecamera con una visuale scomodissima. Altro esempio, in una sequenza in cui dovremo passare sotto ad alcuni ponti, non potremo farlo con la telecamera e dovremo abbassare la visuale per poi rialzarla: indubbiamente frustrante.

Durante l’andata al lavoro, inoltre, potremo scaricare delle app da usare sul nostro telefono, accessibile in (quasi) ogni momento dell’avventura. Idea molto apprezzata è stata quella di fare in modo che fosse possibile muoversi e utilizzare il telefono contemporaneamente. Va detto che con il controller è abbastanza scomodo, ma è comunque fattibile: con l’analogico ci muoveremo nel “mondo reale”, mentre con il pad direzionale nello schermo del cellulare (anche se qualora bisognasse A per – ad esempio – chiamare l’ascensore, bisognerà spegnere un attimo il cellulare).

L’applicazione che useremo di più (e che ci troveremo fin da subito) è Blip Blop, simile a quelle applicazioni che con 1 click fanno guadagnare 1 punto e poi il tutto va aumentando (in questo i click si chiamano blip, mentre i “punti” guadagnati blop). Saranno presenti anche altre applicazioni, che tuttavia non vado ad approfondire per non incappare in spoiler. Ciò – concludendo – aggiunge molto spessore al mondo di gioco, ed è piacevole anche leggere le notizie appena svegliati.

La già citata direzione artistica è buona soprattutto per l’uso dei colori: il mondo di Mosaic sarà, infatti, una gigante scala di grigi, salvo qualche uso dei colori in alcune specifiche occasioni durante il gioco. I modelli sono generalmente buoni, sebbene ho personalmente trovato il personaggio troppo “spilungone” (ma questo non può essere considerato come difetto). Spostandoci sul lato audio, la mancanza di una colonna sonora si sente, tanto che tutto ciò che sentiremo nel gioco sarà il rumore dei passi : carina come idea, ma noiosa alla lunga.

Monotonia

Durante il tragitto verso il lavoro, la qualità degli ambienti che incontreremo varierà molto: da ambienti interessanti (come le parti nella grande metropoli) andremo ad ambienti decisamente più noiosi (come la metro), in cui staremo due minuti fermi senza poter fare nulla (eccetto poter utilizzare il cellulare). Quindi, il level design ha due facce: una buona e una noiosa, un po’ come tutto il gioco.

Azzeccatissima è invece la longevità: un minuto in più sarebbe risultato troppo, anche se forse qualche minuto in meno per rimuovere alcune parti molto noiose non avrebbe doluto alla produzione svedese. Il gioco può facilmente essere portato in due ore di gioco, tre prendendolo alla lenta, quattro se ci si vuole immergere completamente nel mondo di Mosaic (sebbene non sarà un’immersione molto appagante per via della sua ripetitività).

Concludendo, Mosaic è un’esperienza noiosa e interessante allo stesso tempo, che è piena di bug (e che su Switch si freeza di continuo)  e che è piena di significato allo stesso tempo. Personalmente, se vi interessa, vi consiglio di giocarci, perché dal titolo partiranno alcune riflessioni molto interessanti sulla vostra vita. Certo, forse non è un gioco che si riesce a finire di colpo come Journey, principalmente a causa della sua meccanicità nel gameplay che dopo un po’ lo rendono noioso, ma è comunque un’esperienza che vale la pena di provare, magari se reperita in sconto.

Mosaic è disponibile su PC, Xbox One, Nintendo Switch e (da oggi) su PS4.

 

Review overview

TRAMA 7
GAMEPLAY 5
AUDIO E VIDEO 6
LEVEL DESIGN 6.2
LONGEVITÀ 7

Summary

6.2 Buono Mosaic si rivela un'esperienza indubbiamente interessante ma che ha molti difetti: ad esempio, i continui freeze su Nintendo Switch, i continui problemi con la visuale e la forse eccessiva ripetitività del titolo. Nonostante ciò, esso riesce ad avanzare un sistema valido e, soprattutto, degli ottimi spunti di riflessione.

Tags : infomosaicnintendoonepcprops4recensionesswitchtrailerxxbox
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The author Phil

Founder di gamesview.it, Phil è uno dei principali newser e recensore del sito. Ogni tanto, anche l’approfondimento videoludico entra nelle sue vene e scaturisce con articoli contenenti previsioni o opinioni.

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