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Without Escape Recensione: l’Horror punta e clicca di Bumpy Trail

Ad aprire quest’anno c’è stato un titolo molto particolare firmato Bumpy Trail, Without Escape. Si tratta di un gioco horror che segue lo stile delle vecchie avventure grafiche alla LucasArts in un’avventura horror dalla grafica tuttavia realistica.

VERSIONE PROVATA PS4 | QUESTA RECENSIONE È PRIVA DI SPOILER SUL TITOLO.

I miei più sentiti ringraziamenti ad EastAsiaSoft per l’invio del titolo.

Se seguite PlayStation su YouTube, non potrete aver fatto a meno di cliccare sul trailer di Without Escape e pensare: Cosa? Escono giochi per PS Vita? (perché l’intera sezione commenti è occupata da pensiero). Tuttavia, dietro all’uscita per PS Vita, si nasconde un gioco che – per lo meno – vale la pena provare.

Fra inquietudine ed enigmi

Apro questa recensione con una premessa: il titolo è bello. Questo perché molte volte che leggo recensioni tutti si focalizzano sugli aspetti negativi di un gioco (cosa che farò anche io in questa recensione, ovviamente) e poi il gioco prende un voto alto, quindi il pensiero Come ha fatto a prendere 8 con tutti quei difetti? scaturisce legittimamente. Tuttavia, Without Escape è prima di tutto un bel titolo.

La sinossi del titolo è molto semplice, forse volevo anche un po’ cliché: un ragazzo che si trova da solo in casa causa assenza dei genitori si sveglia nel bel mezzo della notte perché ha sentito dei rumori e viene chiamato ad esplorare la casa alla ricerca della provenienza dei rumori sospetti. Da questo parte il titolo, che poi si sviluppa con un intreccio narrativo forse non al massimo delle sue capacità, ma comunque valido.

La trama è sostanzialmente strutturata in due parti: nella prima, gireremo la casa nella sua condizione normale, mentre verso circa metà gioco essa diventerà un inferno in miniatura colma di sangue, corpi morti e altri stereotipi del male (incluso un corpo torturato, che vale da solo l’acquisto del gioco). L’unica cosa che cambia fra le due porzioni è quindi l’ambientazione, visto che la forma delle stanza sarà più o meno la stessa.

In ambo le strutture, tuttavia, l’unica cosa che tiene il gioco vivo sono gli enigmi, visto che la trama, sebbene interessante, sia presente pochissimo nel gioco e tutto è più o meno formato da una struttura ad azione – conseguenza, che comunque rimane divertente, vista anche la breve durata del titolo. Non tutti però sono enigmi, e molte volte si tratta di una caccia agli oggetti all’interno della casa.

La sua struttura non brilla e alla lunga può stancare, ma – ripeto – a causa della breve durata del titolo esso rimane divertente: una volta trovato un oggetto (ad esempio una chiave), bisognerà ripercorrere tutte le stanze della casa al momento accessibili e trovare dove esso possa essere utilizzato. Non c’è oggetto che non serva, quindi paradossalmente non esiste una stanza o un luogo che non useremo mai e un luogo in cui si possa interagire che non servirà mai nel corso dell’avventura.

Horror…?

Una delle contraddizioni principali del titolo è la sua natura stesso: non è un horror. O meglio, vorrebbe esserlo. Il fatto è che, data la sua struttura a luoghi (ad esempio, nella foto qui sopra, sulle scale a sinistra, cliccando su quell’icona è possibile scendere al piano inferiore), è obbligatorio che ci siano delle immagini, sebbene immagini vere e proprie non siano, quindi non avvengono cambiamenti. Il gioco è quindi privo di jumpscare.

C’è ne solo uno, in realtà – anche se non spaventa moltissimo, in realtà, è più un: Oh diavolo, che sta succedendo? che avviene di colpo. Comunque, questo non gioca come difetto nei confronti del titolo e anzi ad esso è contrapposta una continua tensione che si sente soprattutto nella prima parte, quando non hai ancora realizzato cosa è possibile e cosa no. Vi assicuro che giocare con quella pressione addosso – causata soltanto dalla musica difatti, perché gli ambienti non sono tetri (nella prima parte, mentre cercano di esserlo nella seconda) – è stupendo.

La tensione diminuisce gradualmente mentre ci si avvicina alla fine, con un finale pessimo che rovina completamente l’avventura: un perfetto mix di cringe, banale e mainstream condito con qualche stereotipo. Ovviamente non lo riporto, ma paragonare il finale alla prima parte è come paragonare una console tarocca che contiene Super Mario 14 con la Nintendo Switch: la differenza si sente, eccome.

A casa da solo

Non posso immaginare Without Escape più lungo di quanto sia già, semplicemente perché non avrebbe senso. Il titolo non ha una longevità memorabile, è vero, ma d’altra parte non ce n’è bisogno. Personalmente ho impiegato sulle due ore per finire Without Escape (precisamente 1 ora e 41 minuti, stando al tempo riportato nei titoli di coda), è questa durata è semplicemente perfetta. Ovviamente il tempo cambia molto in base a quanto ci mettiate a risolvere gli enigmi, però in genere si dovrebbe aggirare fra l’ora e mezza e le due ore e mezza se vi prendete il vostro tempo.

Volevo anche far notare l’ottima grafica dietro agli ambienti, come è visibile nell’immagine qui sopra. Indubbiamente ciò poteva essere fatto meglio, visto che in fin dei conti l’immagine da sola non infonde paura, ma con la musica sotto e un po’ di pressione causata dai continui suoni misteriosi che sentiremo basterà per mettere un po’ di inquietudine nella vostra anima. Certo, non è un horror vero e proprio, ma è comunque un’esperienza gradevole.

Il gameplay rimane allo stesso livello per tutto il gioco, senza subire cali di stile o aumenti improvvisi durante lo svolgimento (fatta eccezione per il finale, parte in cui tutta l’essenza del gioco si disperde per fare spazio alla trama, sebbene esso duri veramente poco).

Scappare

Concludendo, Without Escape si presenta come un titolo interessante e dalle premesse forse non molto innovative, ma che riesce comunque a svilupparsi in modo stupefacente con continui enigmi e cacce agli oggetti che, comunque, non rendono il gioco fastidioso perché sono poche e ben equilibrate. Il gioco non ha momenti dedicati soltanto alla trama, come cutscene, eccetto per la brevissima introduzione e il finale che – come già detto – è pressoché deludente.

Without Escape è uscito il 15 gennaio 2020 su PS4, Xbox One e PS Vita ed è già disponibile su PC.

sito ufficiale

Review overview

TRAMA 6.5
GAMEPLAY 8
AUDIO E VIDEO 8.9
LEVEL DESIGN 8.6
LONGEVITÀ 6.8

Summary

7.8 Buono Riassumendo, Without Escape è un interessante titolo horror (che tra l'altro risale al 2001 ed era originariamente stato fatto in HTML, poi è stato rifatto con grafica 2D, poi in 3D ed infine di nuovo in 3D con la grafica migliorata, l'attuale versione) basato sulla meccanica punta e clicca. Esso è ricco di enigmi e cacce agli oggetti, non sempre però ben riuscite. Anche la trama parte bene per poi perdersi verso la fine, con un finale decisamente non degno della parte centrale del gioco. Il gameplay è interessante e sarebbe divenuto monotono se l'avventura fosse durata di più, fatto che porta Without Escape a durare poco meno di due ore. Il titolo rimane comunque di pregevole fattura e interessante, sebbene con alcuni alti e bassi.

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The author Phil

Founder di gamesview.it, Phil è uno dei principali newser e recensore del sito. Ogni tanto, anche l’approfondimento videoludico entra nelle sue vene e scaturisce con articoli contenenti previsioni o opinioni.

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