close

Oggi alle 20,00 italiane si è tenuta una presentazione nella quale è stata mostrata la gameplay demo di Dying Light 2, in arrivo la prossima primavera per PS4, Xbox One e PC. Da essa abbiamo potuto trarre qualche conclusione riguardo il titolo, che riportiamo qui sotto.

Distretti, i sette

Partiamo in quarta con l’ambientazione del gioco e della demo. La città sarà infatti divisa in sette distretti, ognuno con le sue caratteristiche e le sue mosse di parkour. L’intera fase di gioco della demo, tuttavia, si svolge nel Distretto 2, una sorta di baraccopoli con una discoteca nella quale inizieremo la demo.

Non potendo esprimere giudizi sull’intero distretto e basandomi soltanto su ciò che ho visto, tuttavia, va detto che i palazzi erano quasi tutti fac-simili e, nonostante variassero nella forma, la loro anima era sempre uguale. Per esprimermi concretamente, i palazzi avevano quasi tutti un rialzo da utilizzare per volare con una sorta di parapendio, cosa che ne fa perdere l’originalità.

Per quanto riguarda, invece, gli ambienti più strettamente legati alla missione, non ho nulla da dire, e ho apprezzato la loro ampia esplorabilità. Quel poco che si è visto del nuovo distretto, in aggiunta, mi ha indubbiamente intrigato.

«Colonnello, ha dell’acqua?»

Lo scopo della nostra missione era quello di trovare dell’acqua, risorsa indispensabile sia per la vita che per l’andamento del locale presente agli albori della demo. Secondo il nostro amico Frank, l’unica fonte in grado di darcela era il famigerato Colonnello, che vantava l’accesso alle pompe idrauliche.

La missione si è svolta in modo abbastanza linearefluido, soprattutto nella porzione intermedia (quella con l’autista). Per quanto riguarda la parte finale, invece, il dialogo con il Colonnello ha rallentato un po’ il tutto, ma è rimasto comunque interessante. L’inizio, invece, si è dimostrato abbastanza lento monotono, soprattutto nella fase di reclutamento iniziale.

Il potere al giocatore

Una delle basi portanti della missione e – stando a quanto rivelato da Techland – dell’intero gioco sarà l’importanza delle decisioni del giocatore, sia a breve che a lungo termine. Nella demo non abbiamo potuto verificare il lungo termine, ma per quanto riguarda il breve siamo rimasti convinti.

Per quanto riguarda la demo, ad esempio, la scelta effettuata di recarsi a cercare l’acqua anziché salvare Frank ha portato alla sua morte, e quella di aprire i condotti anziché ascoltare il Colonnello ha portato alla scoperta di un nuovo territorio, che avrà la peculiare caratteristica di vedere zombie spinosi.

Da corpo a corpo a shooter: il combattimento

Uno dei cuori pulsanti di Dying Light 2 è indubbiamente il combattimento, che nella demo viene mostrato sia per quanto riguarda il corpo a corpo (come nell’immagine qui sopra) che per quanto riguarda lo shooter.

Parlando del primo, a cui è stato dato indubbiamente più enfasi da parte degli sviluppatori, possiamo notare diversi coltelli con cui tagliamo senza rimorso parti del corpo (generalmente teste) dei vari nemici, con un gesto fluido che sembra anche comodo. Il corpo a corpo in aggiunta non sembra ripetitivo, grazie alla possibilità di fondere attacchi con mosse di parkour.

Passando allo shooter, invece, le armi sembrano ordinarie ma buone, nulla di eccezionale insomma. Interessante è anche la possiblità di attaccare di assalto (come previsto dal sistema a zombie) che stealth, come effettuato all’inizio del castello.

Il parkour, cuore pulsante

Inutile negarlo, il parkour è il fondamento di Dying Light 2, fra i suoi salti e le sue disparate acrobazie che – come già riportato – variano da un distretto all’altro. Certamente il parkour non è mal realizzato, nella demo.

Ne entriamo in contatto fin dagli albori e rimane con noi fino alla fine: è proprio il parkour, che in questo titolo si mostra in ogni forma, dalla classica scavaltura di palazzi alla Mirror’s Edge fino ad un più innovativo parapendio, passando per la corda utilizzata per passare da un palazzo all’altro.

I movimenti del personaggio sembrano fluidi e ben realizzati, con il parkour che arricchisce gli altrimenti monotoni spostamenti nei distretti, dove è pieno di zombie da mangiare a colazione.

Help, I’m Alive

Concludendo, la demo di Dying Light 2 si dimostra indubbiamente interessante, e non resta che sperare lo sarà anche il gioco finale. Puntando tutto sul parkour e sul combattimento, anche l’ambientazione è sufficiente a lasciare senza fiato, e la demo ha un carattere generale positivo, nonostante un problema generale con le texture.

Dying Light 2 approderà nella primavera 2020 su PS4, Xbox One e PC. La demo è qui sotto riportata.

Tags : 22019datademodidyinge3gameplayimpressionilightoneopinionipcps4recensioneuscitaxbox
fil8

The author Phil

Founder di gamesview.it, Phil è uno dei principali newser e recensore del sito. Ogni tanto, anche l’approfondimento videoludico entra nelle sue vene e scaturisce con articoli contenenti previsioni o opinioni.

Leave a Response