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The Division 2: opinioni sulla Private Beta

La Private Beta di The Division 2, che ha avuto luogo tra il 7 e l’11 febbraio, ci ha potuto dare un assaggio del nuovo titolo di Ubisoft.

VERSIONE PROVATA: PS4

La Private Beta di The Division si apre con un trailer che segue lo stile dello Story Trailer mostrato all’E3 2018. Terminato, siamo chiamati a scegliere tra una sfilza non molto ben articolata di personaggi predefiniti. La selezione del personaggio risulta abbastanza traumatica, dando accesso a una miriade di esempi presentati in modo disorganizzato. Unica speranza è che tale selezione rimanga solo nella beta e che, nell’endgame, il problema venga risolto. A seguire, il gioco ci butta a capofitto nel gameplay.

Tra basi e avamposti

In The Division 2, l’intervento della Divisione è richiesto quando il virus che ha colpito New York nel primo The Division (2016) si sta espandendo anche alla capitale Washington D.C. e sta continuando a mietere feriti.

La Casa Bianca

Il nostro personaggio si ritroverà, agli albori dell’avventura, a mezzo chilometro dalla Casa Bianca. Dovremo raggiungerla, evitando o scontrandoci con qualche coppia di nemici ogni tanto, fino all’avamposto davanti alla Casa Bianca. Sconfitti i nemici, saremo nella Casa Bianca, la nostra base principale. Da qui seguiremo una missione principale, che ci condurrà al Teatro, l’altra base. Qui, seguita la seconda missione principale, il gioco principale sarà concluso e lascerà spazio ad altre attività. Tra queste, missioni secondarie, avamposti e Zone Nere.
Tutte le missioni hanno più o meno la medesima struttura, che tuttavia non diviene mai monotona e riesce sempre ad intrattenere. Anche girando per Washington D.C. ci si potrà imbattere in un gruppetto di Iene, che si dovranno uccidere. La scelta, ovviamente, non è obbligatoria: anche la possibilità di lasciare il luogo di combattimento può essere ponderata. L’ho sperimentata qualche volta ed è, la maggior parte delle volte, sinonimo di morte certa. La mappa, tuttavia, non è solamente popolata dalle Iene: anche gli alleati trovano il loro posto.

Non ho trovato, comunque, a regola d’arte il sistema a rigenerazione nelle suddette safe area, le aree sicure, in quanto queste si contano su due dita: si tratta dei già citati Teatro e Casa Bianca. Queste, in più, non sono in posizioni ottimali: la Casa Bianca si trova a sinistra e il Teatro al centro, lasciando l’intera area a destra scoperta. Tuttavia, mi sto riferendo solamente al quartiere in cui la beta inizierà e finirà.

Divisione e Iene

Il gameplay del titolo è leggermente migliorato rispetto al primo capitolo rendendo, ad esempio, più intuitivo l’uso di granate. Lo stordimento causato da queste, in più, causa danni sia a noi che ai nemici. Essa ci farà perdere il senno togliendoci dalla zona dove eravamo (inteso come protezione) e rallentando un po’ i comandi.

Mappa di The Division 2.

Veniamo ora al tasto dolente e contemporaneamente ad uno dei pregi del titolo: il multiplayer online in coop. Questo è sia un tasto dolente che uno dei pregi per via della sua bilateralità: la prima volta che ho avuto a che fare con il matchmaking della beta è stato durante la prima missione principale. Mi sono connesso senza problemi e ho giocato con altri tre giocatori una coop quasi a regola d’arte. Il problema è sorto quando ho tentato di giocare in coop una missione secondaria: praticamente, è impossibile. Il matchmaking come per quelle primarie è assente e, per lo più, la richiesta di rinforzi che è possibile fare non funziona.
Altro problema, sebbene di minor fattura, mi si è presentato con i server, in quanto sono stato cacciato dalla demo due volte.

Verdetto finale

The Division 2 si rivela in grado di raggiungere e, per certi versi, superare il predecessore. Il titolo eccele in alcuni punti, come nel gameplay, ma si ritrova ad avere dei problemi nel matchmaking (fatta eccezione per le missioni principali). La beta si tinge anche di qualche problema con i server, che tuttavia spero non protraiano nel gioco completo.

Tom Clancy’s The Division 2 approderà su PlayStation 4, Xbox One e PC il 15 marzo 2019.

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The author Phil

Founder di gamesview.it, Phil è uno dei principali newser e recensore del sito. Ogni tanto, anche l’approfondimento videoludico entra nelle sue vene e scaturisce con articoli contenenti previsioni o opinioni.